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Diario di minima quiete
Ed. LietoColle, 2005
ISBN: 978-88-7848-780-0
Prezzo: € 10 (Acquista)

Possiamo definire quest'opera di Fortuna Della Porta una fusione a freddo di materiali freddi, gelatinosi, mediante un procedimento "a caldo", una sorta di eruzione vulcanica che muta allo stato liquido i materiali iconografici e semantici della "colonna sonora" della tradizione...

Diario di minima quiete non è da leggere nell'accezione di poesia minimalista oggi in voga... la poesia di Della Porta è arte che aggetta su grandi campate, che poggia sui piloni di ponti tecnologicamente arditi, è arte speculativa, che specula sulla propria inesistenza o all'ombra della propria inesistenza: "Si vive bene dentro in un quadro di Chagall"....


dalla prefazione di Giorgio Linguaglossa







qui i tizzi del crepuscolo 

  
Poesia ti rifarò dissonante  e brutale
Arrovesciata su bacche di sterpi
Da terrazze ingommate di brina
-che nessuno dei musicanti
dalla rima baciata se l'abbia a male-
Coi benpensanti non fingere patti
Des hommes ne son pas la vie vraie
-alla verità lo sguardo di pietra-
In coloro che si adornano di strati e mantelli,
Anime troppo leziose  a rabattarsi  
Di sangue e di fango- Da sempre infratelli-
Nuda, poesia. Ti inciderò ignuda e violenta,
Altera come il giunco alla piena
Audace come la chiglia in tormenta
Che emerge con escoriazioni dal flutto
E l'oppressione del respiro che volge al freddo
Ma pure tra il  furore e l'onore:
Te le ho già cantate, tempo.  Io semino versi
Rassegnati a vivere di vento.
e suis pécheur je le sais bien


il pulviscolo  del grillo notturno 

Acciuffo parole. Per essere essenza acciuffo parole
E uso forbici a doppia lama per ritagliarle sulle sagome.
Intreccio la mia identità al mare degli assembramenti
Rabbercio la mia espirazione tra simili e contrari
Mi crepita tra le mani un neologismo o un'anticaglia
Burattinaio della moltitudine salvifica, soffice
Cultore di assonanze e traslati sul filo d'inchiostro
Delimitato da un suono, come fulminea conoide
Che un savio fiume assoda alla sua svolta migliore.
Sono quello che creo al coppo della pagina vuota
Che d'un tratto parla e mi sforza a colloquiare seco
E con i dementi credenti che si fidano a fluire
Petali e perle traslucide da un labbro.



alla libertà il mio occhio querulo

Nuda oltre la carne, la furia è svampata,
Il cuore mansueto a svelare infingimenti
Sulle vele loquaci delle accantonate stagioni
Sciolte tra le rugiade del torpido ottobre

O forsennata esaltata cicala
A sognare un recinto cifrato sul dotto Parnaso
E dalle pupille rotte crepita la rosa e il geranio
Pensieri di ambizione,

La prima carriera dei versi, iniziata e preclusa,
Nel fiore del primo bacio a sorvolare il silenzio
Un'ispirazione dal labbro

Bacio fragile e frugale trepido e rimpianto
Cosa può arrischiare se non imbrattare pagine
Strapazzare versi e alzare la posta



 il mare schiude il suo lume 

Come quando la terra di limoni
Cantavano il corredo le donne
Del bruciato deserto del sud
E i cani beccavano alla strada
Come quando a mela cotogna
O  pannocchie si mangia nel sud
I ragazzi inseguivano il cerchio
E battevano le figurine del calcio
Precipitosamente abbruniti d'aprile
Negli scampoli del deserto del sud
Il sole si stanca sul mare del sud
L'arsura ha radici negli occhi del sud
E mulina la polvere nel deserto del sud
Le donne cucivano e cantavano
Dietro le proprie sbarre nel deserto del sud
I denti di perla gli occhi di pece
Cantavano l'amore le donne del sud
Nella ruggine succosa d'arancio
Nutrivano  sogni le donne del sud
Volano e imparano i mestieri
Come quando si scorcia la scuola
E lo specchio ti scantona nel riflesso del sud
Si leva il vento nelle piane del sud
Con petali e foglie e vite in ginocchio nel sud
Come quando ieri alla fine del sud
Come quando non piove nel deserto del sud
Come quando si copre di spine il deserto del sud
Come quando la fuga è preclusa dal deserto del sud. 

 


Segnalato al Premio città di Castrovillari - Pollino "Francesco Varcasia", 2006




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(c) 2007 Fortuna Della Porta