![]() |
| Photogallery | Contatti | Siti amici |
|
|
|
Già
da questo
attacco di Umiliata, Fortuna Della Porta
fa quasi una perentoria dichiarazione di poetica e indica i sentieri
dove sparpaglia
il sangue in tumulto, la carne che rifiuta l’oltraggio delle
piaghe, l’offesa
delle rughe, muovendo l’ars poetica su forme misurate, ritmi
armoniosi e sicuri
e immagini ben intonate alla sua misura di donna e di poeta, in un
impressionismo autobiografico che nulla concedente né alla
retorica della
confessione sregolata né alle trappole sfumate del bozzetto.
La
poesia di
Fortuna Della Porta ingloba in sé i valori dello spirito e
della
idealità:
scava nei recessi oscuri dell’animo umano e rivela - senza
risparmio di forze né
smarrimenti, ma in un’accettazione montaliana della
fragilità del nostro
destino terragno incentrato sul male di vivere- i nostri limiti, le
nostre
miserie, le piccole nostre morti quotidiane, spesso senza riscatti
né resurrezioni.
Questa poesia, così, riesce a farsi unguento e resistenza
contro
la violenza
universale, lo sgomento cosmico, la corruzione della coscienza (i mali
più
crudeli dell’uomo di ogni cielo e d’ogni
condizione)
perché essa varca i
confini della nostra finitudine, sostenuta com’è
da
un’ansia d’eterno e
d’assoluto e forte di quella capacità di mostrare
lo
stupore che s’alza da ciò
che ci sta intorno (Gino Rago).
Premessa Quando
accoccolo il sangue a scrivere rime Trasognata
Intrinsa Pensiero
bianco su una croce di lenta alba Sonetto napoletano Aggio
cugliute sciure e pecuntrie
![]() Opere di Roberto Di Costanzo Segnalato al Premio Lorenzo Montano, 2008 Leggi
le recensioni
|
|
|