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La sonnolenza delle cose

Ed. LietoColle, 2010 - Collana Aretusa, pagg. 114
ISBN: 978-88-7848-561-7

Prezzo: € 13 (Acquista)

Delle cose (al di là della loro metaforica ‘sonnolenza'), la poetessa mira a percepire le essenze, il senso (vichianamente ‘riposto', anche laddove appaia stravolto, nel frastornante «stillicidio dei giorni») da attribuire ad esse. E mira soprattutto a cogliere il senso di noi stessi... Comprendere chi siamo è l'obiettivo. [...]

Il viaggio può considerarsi, in ampio ventaglio metaforico, nucleo tematico basilare della raccolta. Viaggio il giorno, dall'alba al tramonto; viaggio la notte, con i suoi sogni e le sue insonnie; viaggio il fluire delle stagioni; viaggio il vivere [...] Un procedere, il nostro, nell'imprevedibile, secondo l'amara concezione della poetessa - tra il mistero che ci precede e quello che ci attende, all'arrivo -, nelle cui tappe fa irruzione la memoria [...]Ineludibile e imprevisto, il punto di arrivo si incunea nei meandri della «ruffiana» memoria o nello «incrudelire» dell'insonnia. Il pensiero della fine ha irregolari, improvvise intermittenze, che si traducono in «tregue» nei frammenti più o meno ampi del quotidiano. [...] Colpisce, in Fortuna Della Porta, il modo di risolvere liricamente argomentazioni e narrazioni, in un variegato, spesso inconsueto (come deve essere), gioco di metafore. Immagini della realtà di ogni giorno sono investite, talvolta, da bordate surreali trasfigurando quelle immagini e facendole apparire come in sospensione. [...] E dalla contemporaneità giunge l'istanza di una attualizzazione del mito, di una rivisitazione di mitologie (bibliche, greco-romane, orien­tali), poiché le chiavi del mistero sono eterne e tali si appalesano se adeguatamente usate. [...]

Una poesia alla quale non manca il coraggio di spendersi (non sperdersi) nella parola.


dalla prefazione di Lucio Zinna







Poemetto di colore scuro


Il naufragio del tempo:
giorni 
che stramazzano in ricordo. 
La mano, 
un pugno di carezze negate, 
è scrigno senza chiave 
del rimpianto. 
Eclissata tra i pampini 
di quella che fu uva 
la passione che bevve 
la brutale grazia del cielo 
e i passi 
a due a due intrecciati.


Il destino della luce 
si logora d'inverno, 
il declino del sole dura 
un battito del cuore. 
Dopo il tracollo, 
s'immensa negli occhi 
- convulsa - 
la falce della notte. 
Così, la regina che guarda oriente
si confonde, 
procede a ritroso, 
col nero ai fianchi 
che infittisce in continuazione.


Anche una moneta capovolta 
proietta il livido notturno. 
Sembra svelare 
un lato non coniato: 
oggetti persi 
pensieri d'angoscia. 
D'inverno, quando 
il giorno non torna 
sui suoi passi. 


Gli anni nascondono il segreto, 
il giorno caldo e reale 
se ne va. 
Così l'angolo del sole muta 
senza trasalimenti. 
Tra le cose sfuggenti 
il lampo che diverge. 
Nessuna più luce 
alla finestra 
la porta non più aperta 
del cuore sull'attesa. 


Ancora una volta 
bussa al petto la notte. 
Gelido con le foglie 
e col sangue 
il cinico vento 
le strappa e le accatasta 
in rovine di rossi maceri. 
Sui fili della luce, lassù, 
uno stormo in partenza 
trasale alle folate. 
All'imbocco della sera, 
nel breve lasso del mio tempo, 
rabbrividisce un sasso, 
già polvere nella pelle nuda. 
L'aia del cosmo, 
nell'ora che trabocca, 
cela un gorgo in abbandono. 
Per questo, 
il sonno è l'interregno 
che, sempre più, 
tarda a calare sui gesti
che non vorrebbero concludersi mai: 
esita ogni fibra, 
si rifiuta. 
Pesa, sull'ora che si chiude,
il sospetto di un addio. 

... segue 




Tra cielo e terra


Appartenere al cosmo
dal sincrono perfetto
non all'uomo
dalla natura fallace.
Apparentarsi
all'ineffabile eremo
che la banda estrema
di un telescopio
ingoia appena o per nulla.
Nel cerchio astronomico,
scandaloso per la vastità,
l'inagibile prateria
di gialli girasoli
accoglie
astri concomitanti
leali ad appuntamenti
fissati da millenni.
Dove la cartesiana coscienza
di ciò che accade, quaggiù,
contigui ectoplasmi
sul millimetro dell'orbita
ad ogni istante collidono.
 


Tempo onnipotente,
pesante irrisorio,
padrone della metamorfosi
dalla bocca vogliosa,
lasciami cadere
oltrepassami
dimenticami
nella nicchia di un istante 
prima che mi manchi 
il respiro della terra. 
Deponimi 
nell'ora zero, 
nell'eterno presente 
di chi è già stato 
e chi verrà, 
un puntino infinitesimo 
tra ieri e domani, 
e non commisurare 
anche la mia sorte 
all'anello caduco del tutto. 
Dentro di me 
casa cadente 
ho tante sembianze seppellite 
ora all'estuario 
quando il fiume 
lo presi alla sorgente.

....segue 




Le vie dell'anima


Per quando torni 
- domani o mai?- 
metterò un lume alla finestra 
rose ovunque. 
Se rincorri la stria 
lascia ondeggiare le tende 
dai aria alla stanza 
sprimaccia il tanfo del chiuso. 
Riprendi il verso 
della lontananza 
ceduta ad amori 
che non erano il nostro. 
I timori forse 
si confermeranno. 
Gli inganni vorranno svelarsi 
e forse anche questo gioco 
si accingerà a lasciare il tavolo. 
Nemmeno una fantasia 
dura abbastanza. 
Neppure una noce 
o un amore altisonante. 
Solo le attese impiccano una vita. 
Nella loro inconsistenza 
dure come un macigno. 
... segue 




(tregua) 

 

Mi preparo dal primo vagito: 
quando il dolce fiato mi cadde 
di schianto sulla pietra della terra 
imparai l'arte del commiato. 
Ogni giorno dai capelli, da un'idea 
in modo che il passo mi fosse 
leggero. Ho calcolato male: 
nutro rimpianti 
e ho ulcere alle mani 
La mia porta da tempo 
chiusa 
nell'antro dell'agonia. 






Commiato

 

Ho finito di crocifiggere il sole 
coi battiti del cuore,
pifferaio di lusinghe. 
Fra poco diranno: hic iacet. 
Brassens à la plage de Sète 
a me vi prego di interrarmi al cimitero degli Inglesi. 
Non è superbia: voglio accanto per l'eternità 
sotto la terra damascata di fiori 
e gli alberi generosi di ombre 
un gatto dagli occhi scarlatti 
e profondere radici 
fino a chi possa accogliere me. 
Nella conchiglia dei miei compagni di viaggio 
la notte si rischiara 
e allora 

morte non andar fiera 
non mi toccherà l'oblio. 

...segue 







Immagini gentilmente concesse da Studio Esse snc di Davide Stancampiano - Roma
In copertina: Endimione in drappo rosso;
all'interno: La dormeuse.





 Premi

1° classificato Premio Il Convivio, 2011

2° classificato Premio Città di Bellizzi, 2011

3° classificato L’astrolabio, 2011

Premio Sabatia, CONI, 2011

Finalista Premio Marengo d’oro, medaglia d’argento e diploma, 2011

Finalista Premio Manzoni, 2011



 

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