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Io confesso
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La casa di Gaia




Io confesso
 Ed. Lepisma, 2006 - Collana I girasoli
ISBN: 978-88-7537-039-8

Prezzo: € 14 (Acquista)

di Giorgio Bàrberi Squarotti

La poesia alterna un’ironica drammaticità con un’avventurosa scrittura fra il bizzarro e l’eloquenza, una sontuosa narratività (la sezione Languida è bellissima)
I versi in dialetto, poi, sono fervidi e straordinariamente inventivi.



di Luca Benassi

Un linguaggio sovrabbondante, mai minimalista o quotidiano, barocco, che ricorda certi cortili interni, certi stucchi dei palazzi della Napoli nobile. Se da una parte la scrittura viene posta come elemento di necessità, dall’altra viene messa in dubbio la sua capacità di esplorare la realtà, di uscire da un relativismo determinato e da una crisi soggettiva dell’io lirico.



di Giuliana Lucchini

Fra tutte le cose del mondo, il poeta sceglie il suo “io”,  lo scandaglia. Si fa scrutatore di sé.   Egli, il creato, cerca la sua ‘materia e forma’  da dentro , e si chiarifica, se non ad altri, certo a se stesso.   Non vi sono orizzonti, né limiti.

di Gino Rago

Questa poesia, così, riesce a farsi unguento e resistenza contro la violenza universale, lo sgomento cosmico, la corruzione della coscienza (i mali più crudeli dell’uomo di ogni cielo e d’ogni condizione) perché essa varca i confini della nostra finitudine, sostenuta com’è da un’ansia d’eterno e d’assoluto e forte di quella capacità di mostrare lo stupore che s’alza da ciò che ci sta intorno. Sicché si fa mirabile, nel mistero vasto che ci avvolge, l’essere stesso che ci passa accanto, che incrocia il nostro sguardo di purezza e di libertà verso la prima luce, quella che, nell’Omeros di Derek Walcott, mette in moto Achille e lo penetra dell’immensità del mare, perché contende alle tenebre sui Carabi lo spazio e il tempo della vita.


di Chiara Moimas

Nel libro l’autrice ha ritrovato se stessa nei diversi aspetti che compongono l’identità femminile e ce li ha raccontati; ma la ripartizione è puramente grafica: in ogni sezione temi e motivi si rincorrono; l’ironia, l’umiliazione, la dannazione sono miraggi, sono necessità, l’incomunicabilità è prigione, è tempesta


di Irene Caliendo

Una raccolta eclettica, impastata nella filosofia greca,pervasa dal senso della fine terrena.Un verso duro,preciso,tagliente che non permette una lettura disattenta.Per Fortuna scrivere di versi è necessario come respirare,è il suo modo di aprirsi al mondo e ce lo comunica fin dai primi versi.

di Maria Teresa Ciammaruconi

Accostarsi all’universo di D.P.F. significa abbracciare la dismisura, significa salire su un treno veloce che ha fretta di raggiungere i limiti estremi della galassia per rientrare comunque a sferragliare nel cuore di lei eterna protagonista - testimone.

di Monica Cito

L’autrice inserisce nel suo lavoro il vortice visivo, fruibile con lo sguardo sul mondo contemplato nel nostro rutilare attorno ad esso dallaltezza di una giostra, la vita, che avrà la sua interruzione, il suo “Amen”.



di Ilaria Dazzi

Lettura consigliata a chi voglia sperimentare una poesia che, audacemente, si compie tra il primo e l’ultimo verso, non ad ogni componimento separatamente: il percorso è irregolare e affascinante, vitale, oltre le forzature retoriche. Perché „poesia‟ è atto, è pratica, non meno che pensiero, non meno che volontà. Il gioco fra modelli letterari e individualità, non smette mai di privilegiare l’elemento creativo, di ordire uno stupore, anche individuale, purché genuino, spontaneo, - primitivo in un certo senso -: senza schemi, come in una ri-scoperta poetica costante e quotidiana, tra versi e vita, per i versi come preziosa forma di vita.



di Gabriele di Giammarino

Poesia complessa, priva di compiacimenti e di armonie tardo-arcaiche, compone, scompone, ricompone gli elementi della realtà in un intelligente ludus verbale, non vincolato alle leggi fisiche dell’universo, animato e inanimato, ma partecipe della divina libertà dello spirito








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