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Rosso di sera

Ed. Il Calamaio, 2003
ISBN: 88-87277-13-3

Prezzo: € 6,50 (Acquista)

Un diario intimo e particolare ripercorre un intero anno raccontato attraverso le impressioni personali a cominciare dal crollo delle Torri. Si alternano, scanditi dalle stagioni, eventi, esitazioni, ricordi, dubbi, anche drammatici, in una forma quasi sempre implacabile e diretta con la finalità espressa di una sorta di ‘normalizzazione’ della poesia, quasi una spoliazione dell’elemento facilmente suggestivo e retorico. Per questo soggetti abitualmente esclusi, come una piccola automobile, possono trovarvi posto. Ci imbattiamo allora in un verso anche brusco, speso inatteso, attento a scrutare la realtà nelle sue ingiustizie e disuguaglianze, partecipe degli esclusi e delle contraddizioni del mondo contemporaneo, ma anche curioso di ogni forma creata e tenace ascoltatore delle irrisolte domande della nostra umanità. La limpidezza del messaggio tuttavia niente concede a una poesia gracile per cui in essa facilmente si ritrovano echi della tradizione anglossassone anche più datata, nonché i sussulti dell’animo umano che tanta parte hanno avuto nel secolo appena passato. Ma in fondo, da sempre, è questo che diciamo poesia.





Tenuta a Torreinpietra, Claudia Marini

Estate


Aspra calura sulla pietra bianca
tra roche cicale e fichi corruschi
la risacca accoglie l’anima
al riparo dal tempo





Potrei scavare nella memoria
ma non adesso
che il sogno svapora
e non urlare dentro il mio cuore
le risposte che dici
d’amore
se hai varcato
la congiunzione
e mi copre solo
un angolo di passato
da un inverno pieno
in un bar di periferia a bere felicità





Inverno

Il gelo prese il respiro
imponendo l’attesa.
Fermò il cuore
con spini di ghiaccio




Marina di S. Nicola, Claudia Marini




Viandante della notte
slaccia quella bisaccia
e indicami dov’è il Paradiso.
Non torcere il dito
su un chicco di brina
e non ritagliare un disco giallo
per illuminarmi la stanza.
Scardina le stalattiti
che barricano gli accessi
e tra dirupi e monti
io seguirò la strada più breve
per condurre alla salvezza
almeno la fame di un bambino





E chi nasce a sud di un ricciolo
del gigante disteso
si chiama Tuareg
e pesca la fossa della vita
colore del sangue
nella notte che picchia di gelo
il Tuareg aspetta
lo sguardo ampio
sulle distese del canto
e tira la vita,
la difende, cerca?
Cerca poesia in altro alfabeto.


 

Acqua bagna il campo,
                               non tardare, adesso
seme diventa grano
                              mensa del sole
grano dammi una spiga
                               fiore senza picciolo
spiga regalami un chicco
                              pepita di sopravvivenza
e tu pietra macina macina
                               fai un pane
un pane, fornaio
                              per mio figlio
i miei figli
                              tutti miei figli
ne muoiono di fame
                              uno ogni sette

 


3° classificato Premio Garcìa Lorca, associazione Due Fiumi, 2004


 

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