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Un diario intimo e particolare ripercorre un intero anno raccontato attraverso le impressioni personali a cominciare dal crollo delle Torri. Si alternano, scanditi dalle stagioni, eventi, esitazioni, ricordi, dubbi, anche drammatici, in una forma quasi sempre implacabile e diretta con la finalità espressa di una sorta di ‘normalizzazione’ della poesia, quasi una spoliazione dell’elemento facilmente suggestivo e retorico. Per questo soggetti abitualmente esclusi, come una piccola automobile, possono trovarvi posto. Ci imbattiamo allora in un verso anche brusco, speso inatteso, attento a scrutare la realtà nelle sue ingiustizie e disuguaglianze, partecipe degli esclusi e delle contraddizioni del mondo contemporaneo, ma anche curioso di ogni forma creata e tenace ascoltatore delle irrisolte domande della nostra umanità. La limpidezza del messaggio tuttavia niente concede a una poesia gracile per cui in essa facilmente si ritrovano echi della tradizione anglossassone anche più datata, nonché i sussulti dell’animo umano che tanta parte hanno avuto nel secolo appena passato. Ma in fondo, da sempre, è questo che diciamo poesia. ![]() Estate Aspra
calura sulla pietra bianca Potrei
scavare nella memoria
Il
gelo prese il respiro ![]() Marina di S. Nicola, Claudia Marini Viandante
della notte E
chi nasce a sud di un ricciolo
Acqua
bagna il campo,
3°
classificato
Premio Garcìa Lorca, associazione Due Fiumi, 2004
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