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Scacco al re

Opera teatrale in due atti
Ed. Carta e Penna, 2006 - Collana Il Teatro
ISBN: 978-88-8920-957-8

Prezzo: € 9,50 (Acquista)

Il Tempo. Il Tempo ci possiede e ci conduce. È il Tempo della Storia, il protagonista di Scacco al re. Immersi nel fluire che intraprende a scalare giorni dal primo vagito, non resta alla mente, ieri come oggi, che un'amara riflessione sulla sorte dell'uomo, sempre uguale a se stesso, sul suo modificarsi apparente, sulla sua evoluzione illusoria, laddove il progresso può essere designato come una sovrastruttura che non influenza l'assetto primario del sentimento, della ragione e dell'emotività. Di qui l'incastro - quasi una compresenza - che ho tentato tra passato e presente, con due situazioni sceniche contigue, nel quale delusioni, malattie, tradimenti sono ancora i medesimi, tanto che Margherita, la prima attrice, può confondere la sua identità e il suo tormento con quella della regina Berenice. Nessun sollievo. Prima o poi la vita si accanirà per l'ultima volta. Se non ha rubato prematuramente, prenderà la salute a poco a poco e concederà di leggere nei segni del disfacimento la propria morte. Se si è fortunati, insomma, si tocca l'ora della meditazione. Solo il re, trovandosi esattamente in questo punto cruciale, ha dunque consapevolezza dell'inconsistenza del percorso e dell'inutilità della pompa e dell'ipocrisia dei rapporti umani. Ha già sistemato o messo a tacere l'antica lotta e attende oramai arreso. Per sottolineare il valore emblematico di ciascun personaggio, ho preferito indicarli con nomi desunti dal vasto apparato astrale. L'opera, presentata al concorso Diego Fabbri, è inserita nell'archivio virtuale della fondazione, per opportunità di studio o di rappresentazione.


dalla postfazione di Fortuna Della Porta





***

L’azione si svolge in un passato antico ma non definito in una sala del castello e i muri sono di pietra. In mezzo alla scena c’è un grande camino annerito che è acceso; sulla destra alcuni sedili di legno con un tavolo di appoggio e sulla sinistra un divano stilizzato a mo’ di ottomana con alcuni cuscini di colore scuro. Sulla mensola del camino alcuni oggetti di ornamento e poco più in alto, su ripiani simmetrici, due vasi vuoti.
Alla destra del camino, un’ampia feritoia.
Il secondo atto si svolge nel medesimo luogo ma l’ottomana è spostata in una posizione più centrale rispetto alla platea. Nessun segno di lusso e di ostentazione.
La regina indossa una tunica nera con pieghe cadenti dalle spalle e una fascia dorata sopra la vita; il re quasi un saio amaranto da cui si intravede una sottoveste con collo accentuato; vestiti simili ma più vivaci per il banchetto.
Alla fine del primo e del secondo atto il palcoscenico viene completamente oscurato, tranne un angolo della ribalta, sulla sinistra, dove è stato collocato un tavolo sormontato da uno specchio circondato di alcune lampade: un armamentario, insomma, simile a quello si trova nel camerino degli attori per il trucco. Accanto un attaccapanni a stelo e una sedia.
Chiara indossa un tailleur molto attillato con una lunga sciarpa sulla spalla.
Margherita e Giovanni continuano a indossare gli abiti di scena.

 

 

Personaggi

BERENICE: la regina
OTTANTE: il re
DIONE: il fratello del re
ARIELE: il consigliere della regina
STELLA: sua moglie
ORSOLA: la prima cameriera della regina
MARTE: ministro del re
PERSEO: ministro del re
GIOVANNI: l’attore che impersona il re
MARGHERITA: l’attrice che impersona la regina
CHIARA: l’attrice che impersona la cameriera

 

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  I° classificato al Premio Teatrale Angelo Musco, Accademia Internazionale "Il Convivio", 2008











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