Diciamo subito, innanzitutto, che le opere di Della Porta sono meta-poesia, cioè una poesia sul ruolo e sul senso della poesia, un interrogare la poesia su come la poesia stessa a sua volta si interroghi sulle grandi questioni dell’esistenza. “Scrittura” è una delle parole chiave delle due raccolte: parolaRead More …

  Ho apprezzato un accento lirico sincero e sorgivo, qualità fra le più rare nell’odierno. Il suo timbro schiettamente femmineo (un sapore bachmanniano ma con fragranze ispaniche), la sua capacità descrittivo-pittorica, il suo procedere aperto, non appartengono alle mie terre. Ma appunto per questo mi sono goduto l’appasseggiarmi nei suoiRead More …

Insomma, la poesia torna ad essere davvero uni-versale, nel senso che il cosmo intero vi si riversa, con tutti i suoi misteri e meraviglie, le terribilità e gli incanti, le incandescenze e le arsure. Della Porta vi prende i suoi materiali a piene mani e li mette in opera in unaRead More …

La poesia di Fortuna Della Porta si muove in una topografia di rovine, esibendo un plurilinguaggio con l’abilità di un rhetoricoeur, improvvisando paronomasie e anafore, introducendo senso e determinando cortocircuiti tra suono e suono; mima il senso, un senso plausibile ed effimero, scommette sulla analogia e sulla paronomasia.

L’esigenza di cambiare

L’esigenza di cambiare

Fra i libri che da anni ormai ho sul tavolo e che non riesco a leggere, c’è questo Diario di minima quiete.  Alla prima lettura l’ho trovato ostico e quasi scostante, probabilmente perché non sono più abituato a leggere questo tipo di linguaggio e soprattutto (ma questo è un fatto personale)Read More …

La liminarità e l’apocalisse

La liminarità e l’apocalisse

C’è un tipo di  poesia lavica e infuocata, che parte dagli anfratti dell’anima, si immette per dedali di viuzze, rallenta, esplode, come scossa dal baricentro di un metaforico sisma. E alla fine emerge alle plaghe aeree della luce. Tale è la poesia di Fortuna Della Porta, profondamente magmatica, vulcanica, implosiva,Read More …

Ho camminato molto tra i sentimenti,/ i miei e quelli degli altri,/ ed è rimasto sempre spazio tra loro /per far passare l’ampio tempo. (Sono passata, Kiki Dimulà in «L’adolescenza dell’oblio»).

Ho camminato molto tra i sentimenti,/ i miei e quelli degli altri,/ ed è rimasto sempre spazio tra loro /per far passare l’ampio tempo. (Sono passata, Kiki Dimulà in «L’adolescenza dell’oblio»).

‘Poesia’ è il vocabolo che apre Diario di minima quiete, raccolta di trenta poesie di Fortuna Della Porta e ‘qui’ è l’avverbio che la conclude. Lasciando scorrere lo sguardo sui titoli dei componimenti, si nota una caratteristica ricorrente: essi sono per lo più introdotti da articoli determinativi o dallo stesso avverbio cheRead More …

Letto oggi, 1/02/2006 in Ceglie Messapica (BR)

Letto oggi, 1/02/2006 in Ceglie Messapica (BR)

Una silloge che porta con sé il richiamo ad una poesia antica e dimenticata, e reca il germe d’una contemporaneità che pare lasciare lentamente il passo ad una inquietudine/quiete, che possa sbocciare come un fiore, per dipanare il costrutto dell’Essere e dell’universo attraverso cruente parabole, composte da scomodi versi impiantatiRead More …